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Disegno e Incisione

Scrivendo di Baldessari si pone quasi sempre l’accento sull’aspetto della sua preparazione pittorica quale allievo all’Accademia di Belle Arti di Venezia di Guglielmo Ciardi, grande pittore della luce. E, inoltre, che proprio nell’anno del suo diploma, il 1914, Baldessari a Venezia vince il premio “Scala” per il paesaggio.

Ma Baldessari fu anche allievo di Emanuele Brugnoli, grande professore di incisione e disegno, che proprio nel 1912 riaprì a Venezia, in seno all’Accademia, la Scuola di Incisione, che era stata chiusa nel 1875. E sotto la guida di questo valente incisore Baldessari apprese i cosiddetti ‘fondamentali’ anche della pittura, se vogliamo… Si, perché, fatti salvi gli artisti contemporanei (perlomeno dall’Informale in poi), il disegno è sempre stato lo scheletro progettuale, anzi fondamentale, di ogni composizione pittorica, e, vien da sé, anche di quelle incisorie.

Ora, a guardare con attenzione i disegni futuristi di Baldessari, soprattutto quelli più scarni, o,  diremmo meglio, più ‘vuoti’ di segni e chiaro-scuri, si potrà notare come l’artista riducesse il tutto ad un’estrema sinteticità. In altre parole si potrebbe dire che qualunque figurazione è ridotta all’osso, alle sole linee di contorno, che però divengono vere e proprie linee-forza dinamiche. In alcuni casi si potranno qui riconoscere disegni preparatori ad opere viste nelle sezioni precedenti, e questo farà immediatamente comprendere come su quell’orditura di linee-forza, che ha già perfettamente delineato la composizione, sia poi facile per Baldessari aggiungere il volume ed i  colori, con quella tecnica appresa invece dal Ciardi.

Per quanto riguarda le incisioni la resa è invece molto più statica, nonostante anche qui la presenza delle linee-forza,  per via della necessità di assoluta precisione del segno. Inoltre, a parte le puntesecche, le incisioni, vale a dire le acqueforti e le acquetinte, sono sempre caratterizzate da forti contrasti di luce ed ombra, e da chiaro-scuri, proprio per la necessità di dare volume e profondità all’immagine, come se appunto si trattasse di un piccolo quadro.

Quindi in questa sezione vi è una panoramica, anzi, una campionatura, delle varie modalità esecutive che Baldessari usava per realizzare i suoi disegni e le sue incisioni, e dovrebbe chiarire molto bene quelle che erano le potenzialità tecniche e creative dell’artista.

Scrivendo di Baldessari si pone quasi sempre l’accento sull’aspetto della sua preparazione pittorica quale allievo all’Accademia di Belle Arti di Venezia di Guglielmo Ciardi, grande pittore della luce. E, inoltre, che proprio nell’anno del suo diploma, il 1914, Baldessari a Venezia vince il premio “Scala” per il paesaggio.

Ma Baldessari fu anche allievo di Emanuele Brugnoli, grande professore di incisione e disegno, che proprio nel 1912 riaprì a Venezia, in seno all’Accademia, la Scuola di Incisione, che era stata chiusa nel 1875. E sotto la guida di questo valente incisore Baldessari apprese i cosiddetti ‘fondamentali’ anche della pittura, se vogliamo… Si, perché, fatti salvi gli artisti contemporanei (perlomeno dall’Informale in poi), il disegno è sempre stato lo scheletro progettuale, anzi fondamentale, di ogni composizione pittorica, e, vien da sé, anche di quelle incisorie.

Ora, a guardare con attenzione i disegni futuristi di Baldessari, soprattutto quelli più scarni, o,  diremmo meglio, più ‘vuoti’ di segni e chiaro-scuri, si potrà notare come l’artista riducesse il tutto ad un’estrema sinteticità. In altre parole si potrebbe dire che qualunque figurazione è ridotta all’osso, alle sole linee di contorno, che però divengono vere e proprie linee-forza dinamiche. In alcuni casi si potranno qui riconoscere disegni preparatori ad opere viste nelle sezioni precedenti, e questo farà immediatamente comprendere come su quell’orditura di linee-forza, che ha già perfettamente delineato la composizione, sia poi facile per Baldessari aggiungere il volume ed i  colori, con quella tecnica appresa invece dal Ciardi.

Per quanto riguarda le incisioni la resa è invece molto più statica, nonostante anche qui la presenza delle linee-forza,  per via della necessità di assoluta precisione del segno. Inoltre, a parte le puntesecche, le incisioni, vale a dire le acqueforti e le acquetinte, sono sempre caratterizzate da forti contrasti di luce ed ombra, e da chiaro-scuri, proprio per la necessità di dare volume e profondità all’immagine, come se appunto si trattasse di un piccolo quadro.

Quindi in questa sezione vi è una panoramica, anzi, una campionatura, delle varie modalità esecutive che Baldessari usava per realizzare i suoi disegni e le sue incisioni, e dovrebbe chiarire molto bene quelle che erano le potenzialità tecniche e creative dell’artista.

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