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Natura morta

Quello delle nature morte è un tema che Baldessari ha praticato poco, ma quelle poche volte con grande mestiere, dimostrando la sua grandissima abilità tecnica, e la sua altissima capacità di sintesi cromatica e volumetrica.

La natura morta è stato forse il primo ambito di sperimentazione per transitare dal periodo astratto verso la figurazione futurista. Ed è stato comunque un ambito del tutto nuovo per Baldessari, posto che nella sua vita ‘precedente’ al Futurismo, quale allievo del Ciardi, lui era un pittore di paesaggio, e della luce.

Questa galleria ci mostra il percorso evolutivo di questo tema che agli inizi del 1916 vede le forme  ancora spezzate dalla de-costruzione Boccioniana, ma già timidamente riappropriarsi della loro solidità, specie nella splendida scultura (di fatto un ‘montaggio’) di legni colorati.

Ed anche le nature morte passano attraverso le modalità dei papier-collée Picassiani, filtrati all’inizio tramite il lavoro di Soffici che ne aveva introdotto l’uso in area fiorentina.

Ma certo questo è l’ambito nel quale il lavoro di Boccioni rimonta con più forza, fin dentro il 1918, come confermano alcuni dipinti di vasi di fiori, o fruttiere, e soprattutto l’opera Vaso di fiori+balcone, del 1917, che riprende l’impianto de La strada entra nella casa, di Boccioni, sostituendo alla donna affacciata al balcone un vaso di fiori.

Fa eccezione il greve dipinto di Bottiglie+Luci, della fine 1918, che nel suo impianto corposo di materia e quasi oscuro nella cromia, preannuncia già una certa idea di ‘ritorno all’ordine’, alla concretezza, alla solidità dell’immagine dopo la sua distruzione con i furori delle avanguardie.

Quello delle nature morte è un tema che Baldessari ha praticato poco, ma quelle poche volte con grande mestiere, dimostrando la sua grandissima abilità tecnica, e la sua altissima capacità di sintesi cromatica e volumetrica.

La natura morta è stato forse il primo ambito di sperimentazione per transitare dal periodo astratto verso la figurazione futurista. Ed è stato comunque un ambito del tutto nuovo per Baldessari, posto che nella sua vita ‘precedente’ al Futurismo, quale allievo del Ciardi, lui era un pittore di paesaggio, e della luce.

Questa galleria ci mostra il percorso evolutivo di questo tema che agli inizi del 1916 vede le forme  ancora spezzate dalla de-costruzione Boccioniana, ma già timidamente riappropriarsi della loro solidità, specie nella splendida scultura (di fatto un ‘montaggio’) di legni colorati.

Ed anche le nature morte passano attraverso le modalità dei papier-collée Picassiani, filtrati all’inizio tramite il lavoro di Soffici che ne aveva introdotto l’uso in area fiorentina.

Ma certo questo è l’ambito nel quale il lavoro di Boccioni rimonta con più forza, fin dentro il 1918, come confermano alcuni dipinti di vasi di fiori, o fruttiere, e soprattutto l’opera Vaso di fiori+balcone, del 1917, che riprende l’impianto de La strada entra nella casa, di Boccioni, sostituendo alla donna affacciata al balcone un vaso di fiori.

Fa eccezione il greve dipinto di Bottiglie+Luci, della fine 1918, che nel suo impianto corposo di materia e quasi oscuro nella cromia, preannuncia già una certa idea di ‘ritorno all’ordine’, alla concretezza, alla solidità dell’immagine dopo la sua distruzione con i furori delle avanguardie.

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