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Sintesi della figura

Un dato è certo. Quando Baldessari, nell’estate del 1916 è a Lugo, e conosce Dafne Gambetti, la giovane maestra delle scuole elementari, è già pressoché rientrato nel figurativo. Infatti, quando non si aveva ancora sentore di questo suo precedente periodo astratto (lo stesso artista non ne aveva mai esplicitamente accennato) un dipinto appunto datato 1916, titolato Donna + finestra, che (si è capito poi) ritraeva proprio la Gambetti, era considerato il suo primo lavoro futurista. Ma era proprio la sua alta qualità pittorica e compositiva a non convincere quando, si era nel 1989, in occasione del primo volume del catalogo generale delle opere futuriste dell’artista, appunto si affermava che non era credibile che il Baldessari da un giorno all’altro fosse passato dai dipinti didascalici ‘alla Ciardi’ a questo capolavoro futurista, senza un benché minimo segno di avvicinamento. Si conveniva che fosse a Firenze già dalla prima metà del 1915, eppure si ammetteva che un giovane pittore, nel pieno della sua giovinezza, se ne fosse rimasto fermo, per un anno, sino alla metà del 1916, quando, a Lugo, conosce Dafne e la ritrae, più e più volte.

In realtà, i ritrovamenti degli ultimi trent’anni anni hanno posto in luce vari studi sul tema Boccioniano, dell’Antigrazioso, scomposizioni dell’immagine (a volte realizzate sulla stessa tavolozza) databili già alla fine del 1915 ma anche ben dentro al 1916, tanto che molte possono già riferirsi a Dafne, cioè precedenti al famoso e supposto ‘primo dipinto’, del quale sono appunto  studi preparatori.

Un fatto comunque è certo: quello della figura è uno dei leit motiv della sua produzione, che a volte è composto solo nei dati essenziali con le linee-forza (come in Donna alla toilette, 1918), altre con la tecnica mista della gouache e collage (come in Cocomeraia del 1917), ma può anche giungere ad esiti di altissima qualità, come ad esempio in Salotto giapponese e Donna con fiori rossi (ambedue del 1918) o in Lucienne, del 1919, un nudo già in clima di pre-Novecento, dove ritrae la prima moglie, una ballerina nei cabaret, e probabile artefice del suo interesse per il teatro.

Infine, le Due figure, del 1922, di chiara ispirazione Sironiana, artista amico che spesso frequentava, nella loro greve orditura e nello spento cromatismo, confermano il suo momentaneo avvicinamento all’area di Novecento.

Un dato è certo. Quando Baldessari, nell’estate del 1916 è a Lugo, e conosce Dafne Gambetti, la giovane maestra delle scuole elementari, è già pressoché rientrato nel figurativo. Infatti, quando non si aveva ancora sentore di questo suo precedente periodo astratto (lo stesso artista non ne aveva mai esplicitamente accennato) un dipinto appunto datato 1916, titolato Donna + finestra, che (si è capito poi) ritraeva proprio la Gambetti, era considerato il suo primo lavoro futurista. Ma era proprio la sua alta qualità pittorica e compositiva a non convincere quando, si era nel 1989, in occasione del primo volume del catalogo generale delle opere futuriste dell’artista, appunto si affermava che non era credibile che il Baldessari da un giorno all’altro fosse passato dai dipinti didascalici ‘alla Ciardi’ a questo capolavoro futurista, senza un benché minimo segno di avvicinamento. Si conveniva che fosse a Firenze già dalla prima metà del 1915, eppure si ammetteva che un giovane pittore, nel pieno della sua giovinezza, se ne fosse rimasto fermo, per un anno, sino alla metà del 1916, quando, a Lugo, conosce Dafne e la ritrae, più e più volte.

In realtà, i ritrovamenti degli ultimi trent’anni anni hanno posto in luce vari studi sul tema Boccioniano, dell’Antigrazioso, scomposizioni dell’immagine (a volte realizzate sulla stessa tavolozza) databili già alla fine del 1915 ma anche ben dentro al 1916, tanto che molte possono già riferirsi a Dafne, cioè precedenti al famoso e supposto ‘primo dipinto’, del quale sono appunto  studi preparatori.

Un fatto comunque è certo: quello della figura è uno dei leit motiv della sua produzione, che a volte è composto solo nei dati essenziali con le linee-forza (come in Donna alla toilette, 1918), altre con la tecnica mista della gouache e collage (come in Cocomeraia del 1917), ma può anche giungere ad esiti di altissima qualità, come ad esempio in Salotto giapponese e Donna con fiori rossi (ambedue del 1918) o in Lucienne, del 1919, un nudo già in clima di pre-Novecento, dove ritrae la prima moglie, una ballerina nei cabaret, e probabile artefice del suo interesse per il teatro.

Infine, le Due figure, del 1922, di chiara ispirazione Sironiana, artista amico che spesso frequentava, nella loro greve orditura e nello spento cromatismo, confermano il suo momentaneo avvicinamento all’area di Novecento.

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